Scoprire il Parkinson con la metabolomica: un passo avanti verso diagnosi più precoci e sicure

Il morbo di Parkinson è una malattia del cervello che colpisce soprattutto, ma non solo, le persone anziane e provoca problemi nei movimenti, come tremori, lentezza e rigidità muscolare, ma anche disturbi non motori come depressione e difficoltà digestive. Attualmente, la diagnosi si basa principalmente sull’osservazione clinica, ma spesso può essere sbagliata, perché i sintomi sono simili a quelli di altre malattie. Anche le immagini del cervello, come la risonanza magnetica, non sempre aiutano in modo decisivo. Per questo motivo, molti studiosi stanno cercando nuovi metodi più affidabili, come l’uso di biomarcatori nel sangue o nelle urine, cioè sostanze chimiche che possono indicare con maggiore precisione se una persona ha il Parkinson.

In un recente studio del 2024, i ricercatori hanno usato la metabolomica, che analizza i metaboliti, cioè le piccole molecole prodotte dal nostro corpo. Questa tecnica ha permesso di confrontare il sangue di persone sane con quello di pazienti affetti da Parkinson. Sono stati identificati 15 metaboliti alterati, e 11 di questi sono stati segnalati per la prima volta come possibili segnali della malattia. Le alterazioni riguardano in particolare il metabolismo della caffeina, degli acidi biliari e dell’acido arachidonico, tutte sostanze coinvolte in funzioni importanti del corpo. Inoltre, è stato creato un modello con intelligenza artificiale in grado di distinguere i malati dai sani con un’accuratezza del 94%, molto più alta rispetto alla diagnosi fatta solo dal medico.

I risultati mostrano che alcuni metaboliti presenti nei fluidi corporei (come il sangue, ma anche altri fluidi come le urine) possono diventare strumenti utili per una diagnosi più precisa e precoce del morbo di Parkinson. L’uso di modelli automatici come gli alberi decisionali consente anche di rendere le analisi facili da interpretare, aiutando i medici a prendere decisioni migliori. Queste scoperte possono portare non solo a una diagnosi più efficace, ma anche a nuove cure personalizzate, migliorando la qualità della vita delle persone affette da questa complessa malattia.

Per approfondire: 

Santos WT, Katchborian-Neto A, Viana GS, Ferreira MS, Martins LC, Vale TC, Murgu M, Dias DF, Soares MG, Chagas-Paula DA, Paula ACC. Metabolomics Unveils Disrupted Pathways in Parkinson’s Disease: Toward Biomarker-Based Diagnosis. ACS Chem Neurosci. 2024 Sep 4;15(17):3168-3180. 

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