Le vie metaboliche alterate nella malattia
Sebbene il morbo di Parkinson non sia il risultato di un disturbo metabolico, l’alterazione dell’energia cellulare e i cambiamenti metabolici svolgono un ruolo importante nello sviluppo della malattia. Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da sintomi motori e non motori. Il morbo di Parkinson è il più comune disturbo neurodegenerativo del movimento. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, si prevede un aumento della prevalenza e dell’incidenza del morbo di Parkinson. Nel 1990, 2,5 milioni di persone nel mondo erano affette dal morbo di Parkinson. Il numero è aumentato a 6,1 milioni nel 2016, con un ulteriore raddoppio previsto entro il 2040. Comprendere come i cambiamenti nei metaboliti portino alla progressione del morbo di Parkinson può consentire l’identificazione degli individui nella fase più precoce della malattia e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
Verso nuove terapie e diagnosi precoci
La diagnosi del morbo di Parkinson fino ad oggi si è basata sui sintomi clinici, sull’anamnesi medica e sulla risposta alla terapia dopaminergica. Il DATscan (scansione del trasportatore della dopamina) aiuta a differenziare il morbo di Parkinson da altri disturbi del movimento, come il tremore essenziale. Tuttavia, non distingue tra i diversi tipi di parkinsonismo atipico. Prove sempre più numerose suggeriscono che una serie di sottili cambiamenti clinici possa precedere la manifestazione motoria di anni o addirittura decenni. I meccanismi patogeni coinvolti nel morbo di Parkinson sono solo parzialmente compresi. La mancanza di misure affidabili e oggettive per l’individuazione, la diagnosi e la progressione del morbo di Parkinson costituisce un ostacolo importante. È inoltre necessario identificare gli individui nelle fasi iniziali del processo patologico, prima che si sviluppino i sintomi, al fine di ottimizzare l’intervento terapeutico.
Perché la metabolomica è utile nel Parkinson
Vari gruppi di ricerca stanno utilizzando la metabolomica per differenziare i profili metabolici che caratterizzano la progressione motoria del morbo di Parkinson e la discinesia, l’andatura e l’equilibrio, nonché i sintomi non motori come la depressione e il declino cognitivo. La metabolomica consente l’identificazione e la quantificazione completa dei prodotti del metabolismo (il metaboloma) ed è considerata uno strumento importante per identificare i biomarcatori metabolici dello stato della malattia. Molti fattori, tra cui l’età, il sesso, la dieta, l’esposizione ai farmaci e la presenza della malattia, influenzano il metaboloma. I recenti progressi tecnologici hanno permesso di caratterizzare centinaia di metaboliti. Il profilo metabolico completo dei fluidi biologici(siero/plasma, liquor, urina, saliva)è uno strumento non invasivo che può essere utilizzato per aiutare a prevedere l’incidenza, la gravità e la progressione della malattia. Il vantaggio dell’analisi metabolomica, basata sulla spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR) 1H e sulla spettrometria di massa (MS), risiede nella sua capacità di discriminare più di 6500 metaboliti e piccole molecole che definiscono la firma chimica dell’attività biologica e di identificare i cambiamenti qualitativi e quantitativi. L’analisi dell’identità e delle variazioni di concentrazione dei metaboliti può essere utilizzata per comprendere meglio i cambiamenti biologici durante lo sviluppo e la progressione delle condizioni patologiche del morbo di Parkinson.
Per approfondire:
Ostrakhovitch EA, Ono K, Yamasaki TR. Metabolomics in Parkinson’s Disease and Correlation with Disease State. Metabolites. 2025 Mar 18;15(3):208. doi: 10.3390/metabo15030208.
